
Scheda
- Nome latino
- Puppis (Pup)
- Stella più luminosa
- Naos (ζ Pup)
- Luminosità relativa
- 2,21 mag
- Catalogo Hipparcos
- HIP 39429
- Superficie
- 673 deg² (posizione: 20 su 88)
- Ascensione retta
- 6h 03m 00s – 8h 27m 58s
- Declinazione
- -51° 06' 09'' – -11° 15' 08''
- Costellazioni confinanti
- Unicorno, Cane Maggiore, Colomba, Pittore, Carena, Vela, Bussola, Idra femmina
Visibilità
La costellazione della Poppa
La Poppa è una costellazione dell'emisfero australe. Fino al XVIII secolo faceva parte della costellazione della possente nave Argo. Nel 1756 Nicolas-Louis de Lacaille la suddivise su una carta celeste in tre parti: carena (Carina), poppa (Puppis) e vele (Vela) della nave. La suddivisione fu fissata definitivamente nel 1763 nel suo catalogo stellare.
Mitologia
La nave Argo e gli Argonauti (parte 1) – Giasone era un semidio greco, un eroe (dal greco heros). Suo nonno era Creteo, il fondatore di Iolco, un'antica città della Tessaglia greca (oggi Volos). Creteo ebbe dalla moglie Tiro tre figli: Esone, Ferete e Amitaone. Esone, in quanto primogenito, era il legittimo erede al trono. Dalla moglie Polimede (nipote del dio Ermes e figlia di Autolico, un maestro ladro della mitologia greca) Esone ebbe un figlio di nome Giasone. Tiro, la madre mortale di Esone, prima del matrimonio aveva però avuto una relazione con Poseidone (dio del mare e fratello di Zeus). Da essa nacquero i gemelli Pelia e Neleo, gli zii di Giasone. Pelia era assetato di potere e aspirava al dominio assoluto sulla Tessaglia. Dopo la morte di Creteo, Pelia spodestò Esone dal trono e lo rinchiuse in una grotta. In seguito un oracolo lo ammonì di guardarsi da un uomo di Iolco con un solo sandalo. Nel frattempo Giasone si trovava sul monte Pelio, dove era stato allevato ed educato dal centauro Chirone. Quando Pelia convocò il popolo a una cerimonia sacrificale in onore di suo padre Poseidone, anche Giasone si mise in cammino per rivendicare il suo diritto al trono. Lungo la strada incontrò la dea Era (moglie di Zeus) sotto le sembianze di una vecchia, che gli chiese di portarla in spalla oltre un fiume. Così facendo Giasone perse un sandalo. Pelia riconobbe in lui la profezia dell'oracolo. Offrì a Giasone il trono, a patto che gli portasse il vello d'oro (leggenda della costellazione dell'Ariete). Pelia credeva così di non rivedere mai più il nipote, perché il vello si trovava nella Colchide (una regione tra la catena del Caucaso e la sponda orientale del Mar Nero) ed era custodito da un drago. Per il viaggio attraverso il Mar Nero Giasone aveva bisogno della nave più veloce che il mondo avesse mai visto. Affidò ad Argo, figlio di Frisso, la costruzione della nave che da lui prese il nome. Frisso era un tempo fuggito da suo padre in groppa all'ariete d'oro (costellazione dell'Ariete), il portatore del vello d'oro.
La seconda parte del mito è narrata nella costellazione della Carena.
