La costellazione della Coppa

Coppa (Crater)
Coppa · Stella più luminosa: δ CraterisMostra la costellazione nel registro delle stelle

Scheda

Nome latino
Crater (Crt)
Stella più luminosa
δ Crateris (δ Crt)
Luminosità relativa
3,56 mag
Catalogo Hipparcos
HIP 55282
Superficie
282 deg² (posizione: 53 su 88)
Ascensione retta
10h 51m 06s – 11h 56m 24s
Declinazione
-25° 11' 45'' – -6° 39' 44''
Costellazioni confinanti
Leone, Sestante, Idra femmina, Corvo, Vergine

Visibilità

Cielo borealeBerlin
Cielo australeSydney
visibileparzialmente visibilenon visibilealle 22 ora locale, in almeno un giorno del mese

La costellazione della Coppa

La costellazione della Coppa è una costellazione dell'emisfero australe. La sua stella più luminosa è la gigante arancione δ Crateris. Accanto a essa si trova α Crateris, che porta il nome arabo Alkes (coppa). Purtroppo la costellazione è molto poco appariscente. Il modo più semplice per trovarla è orientarsi con la stella più luminosa del Leone (Regolo). La costellazione della Coppa si trova a sud-est di questa stella.

Mitologia

La coppa compare in due leggende. La prima leggenda narra di un corvo, di un serpente d'acqua e di una coppa.

Il corvo era l'uccello del dio Apollo, figlio del padre degli dèi Zeus. Un giorno Apollo si preparava a offrire un sacrificio al padre. Mandò il suo corvo a prendere acqua fresca da una sorgente. Il corvo afferrò una coppa dorata e volò via. Lungo la strada scorse un albero di fico, i cui frutti però non erano ancora del tutto maturi. Sebbene Apollo gli avesse ordinato di sbrigarsi, non seppe resistere e aspettò lì diversi giorni, finché i fichi non furono maturi. Rimpinzato e in cerca di una scusa, afferrò un serpente d'acqua e tornò in volo con esso da Apollo. Spiegò ad Apollo che quel serpente d'acqua gli aveva sbarrato la strada verso la sorgente. Apollo però scoprì la sua bugia. Per punizione gli tolse la capacità di bere nel periodo in cui maturano i fichi. Poi pose in cielo il corvo, il serpente d'acqua e la coppa. Da allora, lassù, il corvo cerca invano di raggiungere la coppa piena. Per il corvo, dunque, essere posto nel firmamento non fu un onore, ma una gogna. Da allora si dice che il rauco gracchiare dei corvi sia dovuto alla loro grande sete.

La seconda leggenda legata alla costellazione della Coppa narra del re Demofonte di Eleunte. Per proteggere la sua città da un'epidemia, ogni anno faceva sacrificare la figlia di un nobile. Chi dovesse essere la sventurata lo decideva la sorte. Solo le sue figlie ne erano escluse. Ciò dispiacque alla nobiltà, e quando il nobile Mastusio chiese che l'estrazione avvenisse in condizioni di parità, Demofonte sacrificò la figlia di Mastusio. Questi giurò un'amara vendetta e uccise le figlie del re. Servì al re il loro sangue mescolato al vino in una coppa. Quando il re se ne accorse, fece giustiziare Mastusio. La coppa fu posta in cielo per ricordare che nessuno trae vantaggio da una cattiva azione.