La costellazione di Orione

Orione
Orione · Stella più luminosa: RigelMostra la costellazione nel registro delle stelle

Scheda

Nome latino
Orion (Ori)
Stella più luminosa
Rigel (β Ori)
Luminosità relativa
0,12 mag
Catalogo Hipparcos
HIP 24436
Superficie
594 deg² (posizione: 26 su 88)
Ascensione retta
4h 43m 25s – 6h 25m 47s
Declinazione
-10° 58' 43'' – +22° 52' 35''
Costellazioni confinanti
Gemelli, Toro, Fiume Eridano, Lepre, Unicorno

Visibilità

Cielo borealeBerlin
Cielo australeSydney
visibileparzialmente visibilenon visibilealle 22 ora locale, in almeno un giorno del mese

La costellazione di Orione

Orione è una costellazione dell'emisfero boreale. È considerata la più bella di tutte le costellazioni, perché ha un numero relativamente alto di stelle luminose. La sua stella più luminosa, β Orionis, porta il nome arabo di Rigel (piede del gigante). È la settima stella più luminosa del cielo. Sulla spalla del gigante brilla la supergigante rossa Betelgeuse (α Orionis). Particolarmente interessanti sono le sue tre stelle ζ Orionis (Alnitak), ε Orionis (Alnilam) e δ Orionis (Mintaka). Formano la Cintura di Orione e sono visibili a occhio nudo. Sotto questa cintura si trova una macchia nebulosa, la celebre Nebulosa di Orione (M42), che simboleggia la spada del gigante. Si tratta di una nube di gas al cui interno nascono nuove stelle. È uno degli oggetti più fotografati del cielo e si può osservare già con un binocolo.

Mitologia

Molte leggende narrano del cacciatore Orione. Secondo una tradizione sarebbe stato figlio del dio del mare Poseidone. Da eccellente cacciatore liberò l'isola di Chio dalle bestie feroci. Si innamorò della figlia del re, Merope, che però lo respinse, tanto che un giorno Orione la sottomise con la forza. Per punizione fu accecato dal padre di lei. Con l'aiuto di un ragazzo si diresse poi verso est, perché secondo la profezia di un oracolo il sorgere del sole gli avrebbe restituito la vista. Lì riacquistò davvero la vista, ed Eos, la dea dell'aurora, si innamorò di lui. La dea della caccia Artemide, anch'essa innamorata di Orione, invidiò a Eos questo amore e lo uccise con una freccia. Secondo una seconda tradizione, Artemide avrebbe ucciso Orione per sbaglio. Per lui voleva infrangere il suo voto di castità e sposarlo. Suo fratello gemello Apollo era però contrario a questa unione. Quando un giorno Orione nuotava al largo, Apollo la sfidò a dare prova della sua abilità con l'arco e a colpire un lontano punto nero sulle onde. Artemide colpì il bersaglio e dovette constatare con orrore di aver ferito a morte Orione. Secondo una terza tradizione, sarebbe stato il pungiglione dello scorpione a portare la morte al cacciatore Orione, ma le circostanze vengono narrate in modi diversi: o Orione si avvicinò troppo ad Artemide contro la sua volontà e lei mandò allora lo scorpione, oppure fu la dea della Terra a mandarlo, perché Orione aveva preteso di poter uccidere ogni animale selvatico sulla Terra. Entrambe le versioni concordano sul fatto che i due furono poi posti in cielo. Ancora oggi si evitano a vicenda. Ogni volta che lo Scorpione sorge a est, Orione scompare a ovest. Quando Orione ricompare a est, lo Scorpione tramonta a ovest.