La costellazione dell'Aquila

Aquila
Aquila · Stella più luminosa: AltairMostra la costellazione nel registro delle stelle

Scheda

Nome latino
Aquila (Aql)
Stella più luminosa
Altair (α Aql)
Luminosità relativa
0,77 mag
Catalogo Hipparcos
HIP 97649
Superficie
652 deg² (posizione: 22 su 88)
Ascensione retta
18h 41m 18s – 20h 38m 44s
Declinazione
-11° 51' 59'' – +18° 41' 18''
Costellazioni confinanti
Freccia, Ercole, Ofiuco, Serpente (coda), Scudo, Sagittario, Capricorno, Acquario, Delfino

Visibilità

Cielo borealeBerlin
Cielo australeSydney
visibileparzialmente visibilenon visibilealle 22 ora locale, in almeno un giorno del mese

La costellazione dell'Aquila

L'Aquila è una costellazione dell'emisfero boreale e dell'emisfero australe. È quindi osservabile da ogni parte del mondo. La sua stella più luminosa è α Aquilae, che porta il nome arabo di Altair (da an-nasr at-tair, «l'aquila che vola»). È la dodicesima stella più luminosa del cielo.

Altair fa parte del celebre Triangolo estivo, una semplice configurazione stellare facile da individuare nel cielo boreale durante i mesi estivi. Le altre due stelle sono Vega, la stella più luminosa della Lira, e Deneb, la stella più luminosa del Cigno.

Mitologia

Il titano Prometeo creò con la dea Atena gli uomini e gli animali. Insegnò agli uomini l'arte e la scienza. Quando Zeus negò loro il fuoco, Prometeo lo rubò e lo portò loro di nascosto sulla Terra in un gambo cavo di finocchio. Adirato, Zeus creò la bella Pandora e la mandò sulla Terra con un vaso pieno di mali (il vaso di Pandora), che portò agli uomini malattia e morte per l'eternità. Fece incatenare Prometeo per sempre a una rupe, dove ogni giorno l'aquila Etone si cibava del suo fegato, che ricresceva. Solo molti secoli dopo Ercole lo trovò e uccise l'aquila con una freccia avvelenata. Prometeo, però, avrebbe potuto essere liberato solo se un immortale fosse stato disposto a morire per lui.

Prima di trovare Prometeo, Ercole fece sosta presso il centauro Folo nella sua grotta (i centauri sono esseri ibridi con il busto di un uomo e la parte inferiore del corpo di un cavallo). Lì, a causa di una brocca di vino, scoppiò una lite in cui Ercole dovette difendersi e uccise alcuni centauri. Gli altri fuggirono da Chirone, il più saggio e giusto dei centauri. Era amico di molti dèi e re, aveva allevato molti dei loro figli e possedeva straordinarie conoscenze di medicina. Durante l'inseguimento Ercole avrebbe colpito per errore Chirone con una freccia avvelenata. Poiché Chirone era immortale, non morì, ma da allora patì dolori infiniti. Rinunciò alla sua immortalità, e così Prometeo fu liberato. In seguito Zeus pose in cielo come costellazioni l'aquila, la freccia con cui Ercole l'aveva uccisa e Chirone.