La costellazione della Chioma di Berenice

Chioma di Berenice (Coma Berenices)
Chioma di Berenice · Stella più luminosa: β Comae BerenicesMostra la costellazione nel registro delle stelle

Scheda

Nome latino
Coma Berenices (Com)
Stella più luminosa
β Comae Berenices (β Com)
Luminosità relativa
4,26 mag
Catalogo Hipparcos
HIP 64394
Superficie
387 deg² (posizione: 42 su 88)
Ascensione retta
11h 58m 25s – 13h 36m 07s
Declinazione
+13° 18' 14'' – +33° 18' 27''
Costellazioni confinanti
Cani da Caccia, Orsa Maggiore, Leone, Vergine, Boote

Visibilità

Cielo borealeBerlin
Cielo australeSydney
visibileparzialmente visibilenon visibilealle 22 ora locale, in almeno un giorno del mese

La costellazione della Chioma di Berenice

La Chioma di Berenice è una costellazione dell'emisfero boreale. La stella più luminosa di questa costellazione è β Comae Berenices. La stella Diadem (α Com), il cui nome richiama i gioielli tra i capelli della regina Berenice d'Egitto, è appena meno luminosa. Essa rappresenta la punta della chioma della costellazione.

Particolarmente degni di nota sono l'Ammasso della Chioma di Berenice (Mel 111) e l'Ammasso di galassie della Chioma (Abell 1656-Coma-Cluster). Molte stelle della costellazione della Chioma di Berenice appartengono all'Ammasso della Chioma di Berenice, distante circa 280 anni luce. Questo ammasso aperto è composto da 37 singole stelle e in condizioni ottimali è visibile a occhio nudo. L'Ammasso di galassie della Chioma, invece, è un enorme agglomerato di oltre 1000 galassie, a circa 320 milioni di anni luce di distanza. Purtroppo, a causa della sua distanza, è osservabile solo con un telescopio.

Storia e mitologia

Nell'antica Grecia questa costellazione era inizialmente attribuita alla costellazione del Leone, di cui rappresentava la punta della coda. Come costellazione autonoma fu raffigurata per la prima volta dal cartografo tedesco Caspar Vopel nel 1536 sul suo globo celeste; nel 1551 la riprese anche il geografo e cartografo olandese Gerardo Mercatore (1512–1594) sul suo globo celeste. Quando Tycho Brahe, astronomo danese, poco più tardi la incluse in una delle sue opere, fu considerata definitivamente affermata.

Berenice fu una regina d'Egitto nel III secolo a.C. Era sposata con il re Tolomeo III d'Egitto, la cui sorella si chiamava anch'essa Berenice. La sorella del re era sposata con il seleucide Antioco II. Dopo la morte del marito si trovò coinvolta in lotte per il trono e quindi in pericolo di vita. Per questo chiese al fratello, il re Tolomeo III, di venire in suo aiuto con il suo esercito. Tolomeo III entrò quindi in guerra per la sorella. La regina Berenice, molto preoccupata per il marito, fece voto alla dea Afrodite (dea dell'amore, della bellezza e del desiderio) di sacrificarle i propri capelli se solo il marito fosse tornato sano e vittorioso. Purtroppo Tolomeo III non riuscì più a salvare la sorella, ma tornò in Egitto vittorioso e in buona salute. La regina Berenice mantenne allora la sua promessa e depose i capelli in un tempio a capo Zefirio, presso Alessandria. Già il giorno seguente i capelli erano scomparsi dal tempio. Nello stesso momento il suo astronomo di corte, Conone di Samo, osservò il sorgere di molte nuove stelle a est della costellazione del Leone e a nord della costellazione della Vergine. Se ne dedusse quindi che Afrodite avesse trovato i capelli di Berenice così belli da porli subito nel firmamento.